I prelievi bancomat a rischio

«I prelievi bancomat da oggi a rischio» è questo il titolo che da due settimane domina la rete e che si riferisce al fatto che l’8 aprile 2014 cessa il supporto ufficiale a Microsoft Windows XP. L’allarme diffuso in Italia nasce dalla errata ed incompleta traduzione di un articolo del Financial Times ed è un allarme in parte infondato ma il problema in realtà è molto più ampio.

Lanciato nel 2001 Windows XP dopo quasi 13 anni dalla data di lancio «andrà in pensione» nel senso che Microsoft cesserà di rilasciare aggiornamenti, compresi quelli riguardanti problematiche di sicurezza più o meno gravi, e di fornire qualunque tipo di supporto, gratuito o a pagamento. Ciò non significa che dall’8 aprile Windows XP cesserà di funzionare regolarmente ma soltanto che nel momento in cui dovessero essere scoperte nuove vulnerabilità queste non sarebbero risolte dal produttore. Non significa che da oggi fare un prelievo al bancomat è più pericoloso, né che schiere di hacker si avventeranno sui computer e altri terminali che ancora utilizzano questo vetusto ma solido sistema operativo. Un buon firewall ed un antivirus aggiornato sono in grado di far dormire sogni tranquilli.

Tuttavia un problema c’è e può riguardare milioni di utenti, posto che Windows XP è ancora utilizzato dal 29,5% dei PC.

Il problema non riguarda i circa 40mila sportelli automatici (Atm) delle banche italiane, comunemente definiti «sportelli Bancomat». Le banche italiane, infatti secondo una recente nota del Consorzio Bancomat, hanno da tempo avviato analisi approfondite per individuare le modalità più efficaci e sicure con cui gestire la migrazione degli Atm verso versioni più evolute dei sistemi operativi di base che regolano il loro funzionamento. Inoltre i terminali Atm attivi in Italia non sono comunque esposti ai pericoli della rete web perché operano solamente su connessione di reti private, di proprietà delle banche e caratterizzate da alti standard di sicurezza volti a prevenire e contrastare fenomeni di hacking e attacchi di tipo logico ai sistemi.

Non sono a rischio neppure i magistrati, come sostenuto senza nessuna logica da Panorama né gli ospedali come riportato da IlSole24Ore.

Il problema è diverso e più complesso.

Innanzitutto i computer che utilizzano Windows XP sono -verosimilmente- computer prodotti prima del 2006, anno di pubblicazione di Windows Vista, computer che dopo 8 anni stanno esaurendo il loro ciclo di vita e sono inevitabilmente destinati prima o poi a smettere di funzionare per problemi hardware (rottura del disco fisso, problemi alle schede, ecc. ecc.), computer dal consumo energetico maggiore ed intrinsecamente obsoleti e dalle risorse limitate (porte di comunicazione veloci, capacità delle memorie, ecc.). E sono computer che, obsoleti sotto il duplice profilo hardware e software, non sono più al passo con le tecnologie e le esigenze degli utenti attuali. Non è pensabile che settori critici come giustizia, sanità, pubblica amministrazione e banche si appoggino su hardware e software obsoleti alla faccia delle tanto decantate «agende digitali».

Un secondo aspetto risiede nella scelta da parte delle pubbliche amministrazioni di software proprietario e di formati proprietari, che creano un vincolo di dipendenza con il produttore da cui una amministrazione moderna ed efficiente dovrebbe emanciparsi. Quindi viva Linux e viva i formati aperti!

E proprio Linux può essere oggi la scelta strategica per la pubblica amministrazione. Esistono distribuzioni -ad esempio Lubuntu– in grado di «girare» perfettamente anche su hardware obsoleto come quello che oggi utilizza Windows XP. Altre distribuzioni sono state pensate proprio per fornire una interfaccia pressoché identica a quella di Windows XP e quindi familiare a quanti utilizzano ancora questo sistema operativo. Le suites operative per ufficio open source sono infine ottime ed economiche alternative.

Forse quello che manca è ancora lo sviluppo imprenditoriale che nel campo del sofware open source si focalizza sui servizi, in particolare assistenza all’utente e personalizzazione del sofware.

I prelievi bancomat a rischio
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