Sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri

reIn commento alla recente, improvvida e biasimevole dichiarazione del Capo del Governo Dott. Matteo Renzi, secondo la quale “ci vuole un’Italia che corre, non che ingrassa i conti correnti degli avvocati con cause su cause su cause”, crediamo che la migliore risposta sia quella indirizzatagli, in lettera aperta, dal collega del nostro Foro Jacopo Mannini, che riportiamo di seguito ringraziandolo per avere così bene interpretato anche il nostro sentimento.

renzie

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

mi chiamo Jacopo Mannini, ho 34 anni e sono un avvocato.

Sono un avvocato, non solo faccio l’avvocato, se riesce a cogliere la sfumatura semantica.

Svolgo la mia professione con passione, dedizione e sacrificio, cercando di fornire un servizio di alta qualità ai clienti che si rivolgono al mio studio per le loro necessità.

Mi confronto quotidianamente con le enormi difficoltà connesse all’ingresso di un giovane nel mondo della libera professione. La concorrenza è spietata, per qualificarmi rispetto a stimati e più esperti colleghi, studio e mi aggiorno costantemente, passo alla mia scrivania anche 14 ore al giorno, ma alla sera, pur stanco, sono gratificato.

Sono gratificato ogni volta in cui mi rendo conto che sto crescendo professionalmente, ogni volta in cui sono consapevole di avere reso un servizio migliore a un cliente, ogni volta in cui contribuisco a risolvere un problema che mi è stato sottoposto.

Sono gratificato, fondamentalmente, perché sono un avvocato, professione che ho giurato di svolgere con lealtà, onore e diligenza, principi cui, quotidianamente, mi ispiro.

Poi leggo frasi come quella da Lei pronunciata, con un casco da operaio in testa, all’inaugurazione di un’autostrada.

Una frase che, con evidenti finalità demagogiche e populiste, getta discredito, indistintamente, su un’intera categoria e mi domando il perché.

La visione semplicistica e stereotipata che Lei offre dell’avvocatura, oltre a non essere veritiera, stupisce perché pronunciata da un soggetto le cui dichiarazioni hanno una eco mediatica che dovrebbe senza dubbio consigliare una maggiore cautela.

Quello che forse Lei ignora è che l’avvocato, nella grande maggioranza dei casi, svolge una fondamentale funzione deflattiva del contenzioso, offrendo consulenze sulla corretta applicazione delle norme, redigendo contratti che prevengano future dispute, effettuando delicate operazioni di mediazione tra le parti, sia in sede stragiudiziale, sia in sede giudiziale. La maggior parte dei clienti si rivolge a noi prima che sorga una controversia e, molte volte, proprio grazie al nostro intervento, si scongiura il ricorso all’autorità giudiziaria.

L’avvocato, poi, assiste e difende soggetti che hanno patito un’iniqua compressione dei propri diritti, o che subiscono le storture di normative spesso redatte da un legislatore non del tutto consapevole del campo in cui opera.

Questa nostra attività, ovviamente, deve essere remunerata, così come quella di qualsiasi altro lavoratore o professionista, ma la cosa per un qualche oscuro motivo la disturba.

Quello che dovrebbe sapere è che del frutto del nostro lavoro spesso rimane poco a “ingrassare” i nostri conti correnti dopo avere pagato affitti di studi, bollette, tasse di iscrizione all’albo professionale, dipendenti, assicurazione professionale, ecc. Problematica che ovviamente ignora, non avendola mai riguardata.

Chi svolge questa professione non è, come Lei vorrebbe far intendere, un avido accumulatore di ricchezze a spese della società, ma un soggetto che, animato da spirito di giustizia e conscio della indispensabile funzione sociale che l’avvocato svolge, sopporta anche notevoli sacrifici, soprattutto all’inizio della propria carriera, e offre un servizio che, giustamente, viene remunerato.

Certo, è innegabile che tra i miei colleghi vi sia qualcuno che nello svolgere la propria professione non si conformi ai superiori principi di onore, probità e decoro, aspetto che li accomuna anche a soggetti appartenenti alla Sua categoria, ma la demagogica generalizzazione, in ogni caso, si confà maggiormente a un dialogo “da bar” che a delle dichiarazioni pubbliche del Capo del Governo.

La prego di riflettere su quanto sopra e di astenersi per il futuro dal pronunciare frasi come quella sopra riportata, che rischiano di peggiorare la percezione sociale di un’intera categoria, danneggiando gravemente chi svolge la propria professione con onore e dignità, orgoglioso di essere un avvocato.

Saluti cordiali

avvocato Jacopo Mannini, Bologna

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