Cloud storage sicuro e gratis per avvocati

Il cloud storage, cioè, la possibilità di archiviare dati e documenti su un server accessibile tramite Internet non è un vezzo per pochi ma una comodità che interessa quasi tutti gli utenti della rete. Poter accedere ai propri file anche quando si è fuori studio permettere di essere produttivi sia in viaggio, sia a casa, sia -anche- quando ci si trova da un cliente e si debbono apportare modifiche dell’ultimo minuto ad un documento importante.

Certo, si può sempre fare “alla vecchia” e utilizzare una pennetta USB, economica e facila da utilizzare. Ma la soluzione presenta alcuni svantaggi, come il rischio di perdere in giro dati importanti o, ancora, quello di confondersi fra diverse versioni dello stesso documento. Inoltre gli smartphone e i tablet non sempre sono provvisti di porta USB o, comunque, non supportano memorie di massa esterna.

Non è quindi un caso se i servizi di cloud storage hanno avuto tanto successo, da Dropbox a Google Drive, passando per SkyDrive di Microsoft e iCloud di Apple. Certo, da fan di iCloud metto subito le mani avanti e riconosco che iCloud ha delle caratteristiche tutte sue e non è propriamente una mera soluzione di cloud storage, anche se con la fantastica utility iClouDrive di Sebastian Hallum Clarke è possibile aggiungere questa ulteriore funzionalità.

Il problema per l’avvocato, però, è che questi servizi sono piuttosto deboli sul fronte della sicurezza e della tutela della privacy nella misura in cui i dati salvati sulla cloud sono accessibili da parte del gestore del servizio. Insomma, questi servizi non soddisfano le linee guide per avvocati del Consiglio degli Ordini Forensi Europei (CCBE).

Dopo vari tentativi, fra cui Spideroak suggerito da iAvvocato, ho optato per la coppia Google Drive + BoxCryptor. Ho scelto la cloud di Google per l’ottimo motivo che già gli altri servizi condivisi (email, calendario, contatti, wiki intranet) sono forniti da Google per il nostro dominio di studio.

BoxCryptor crittografa i dati sulla cartella del Mac (o PC) che intendiamo sincronizzare con un servizio cloud (Dropbox, Drive e simili): sul server di Dropbox o di Google, dunque, ci saranno solo file cifrati, che nessuno è in grado di leggere a parte noi perché la chiave rimane sul terminale dell’utente.

L’utility si occupa di decrittare i file ogni volta che li apriamo: il processo è velocissimo. Inoltre esiste una apposita App per iPhone e iPad che consente di accedere ai file crittati in tutta semplicità.

Insomma, sembra un’ottima soluzione per avere i propri documenti e le pratiche sempre a portata di mano, senza compromessi in fatto di sicurezza e privacy. E in caso di disastri in studio (cortocircuito, incendio, allagamento, furto ecc. ecc.) sarà possibile recuperare i dati in poco tempo dalla rete e tornare operativi nel giro di poche ore.

Cloud storage sicuro e gratis per avvocati
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